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Sr. Marisa

11/03/2010

CONSACRAZIONE DEFINITIVA E INVIO MISSIONARIO

 “Quando Dio mi fece sentire la sua chiamata, come qualsiasi giovane avevo sogni diversi da realizzare nel futuro”…Sr. Marisa racconta il suo cammino vocazionale verso la consacrazione definitiva e l’invio missionario alla missione del Bangladesh.

  Ma Dio aveva altri piani per la mia vita che non mi erano molto chiari. Avevo bisogno di tempo per riflettere, di molta preghiera e di impegno nella comunità parrocchiale, nel servizio ai più bisognosi.. E fu ciò che feci.

Cominciai il mio cammino formativo in preparazione alla vita religiosa e missionaria, e poi un tempo ancora più intenso di preparazione per la missione in Bangladesh, Asia. Celebrai la mia Consacrazione definitiva a Dio e contemporaneamente ricevetti il mandato missionario nella mia parrocchia di origine in Antonio Gonçalves (Bahia-Brasile). Sono stata in varie comunità di S. Paulo e avrei tante cose da condividere: ma siccome non sono di molte parole, tento di dire ciò che mi ha fatto  pensare, riflettere e avere il cuore pieno di riconoscenza verso Dio.

 Tutto il  periodo di preparazione alla consacrazione definitiva a Dio e la preparazione specifica per la missione in Bangladesh mi ha molto arricchito. In tutto ciò che ho vissuto vedo la grazia e l’amore di Dio. In Sao Paulo ho frequentato la Facoltà di Servizio Sociale, poi a Londra ho studiato per un anno l’inglese per poter partecipare al Corso Internazionale per le juniori dell’Istituto a Roma. Qui eravamo un gruppo di Missionarie dell’Immacolata provenienti da vari Paesi del mondo. Il maggior numero proveniva dall’India. Lingue e culture diverse, ma ci capivamo molto bene in ciò che si riferiva al Carisma dell’Istituto. Tutto è stato molto bello e buono per me: un tempo di grande ricchezza spirituale e culturale. Ringrazio Dio per tutto e ancor di più per avermi chiamato alla vita religiosa missionaria.

 LE MIE ASPETTATIVE

 Molte persone si chiedono quali sono le mie aspettative a riguardo di questa partenza per la missione in Bangladesh. Non capiscono perché io vado tanto lontano…, in un Paese tanto distante per portare il Vangelo quando qui in Brasile ci sono molte persone e luoghi che ancora necessitano della presenza evangelizzatrice. E io dico a queste persone: dopo tutto non è Dio che ci chiama e ci invia in missione? Come dice la nostra fondatrice, Madre Giuseppina Rodolfi a riguardo della vocazione missionaria: “Esiste un’altra realtà più bella sulla terra?”,il carisma della nostra Congregazione è proprio questo “Viva passione per l’annuncio di Dio a tutti i popoli!”. È necessario che la nostra Chiesa del Brasile, le Congregazioni religiose e tutto il popolo di Dio prendano coscienza del dovere missionario. A ciascuno spetta il compito di far giungere al cuore di tutte le persone, specialmente dei bambini e dei giovani, il messaggio della Buona Notizia di Gesù. Se questo non si realizza è perché c’è molta omissione da parte di tutti i cattolici.

 Spero, arrivando in Bangladesh,  di riuscire a fare l’esperienza di essere accolta e di accogliere la novità che incontrerò in quella nuova cultura, in quel popolo che Dio mi concede la grazia di conoscere e di convivere con esso, adattandomi ai suoi costumi, al suo modo di pensare, di essere e di vivere la sua fede in un Dio. Non penso di andare a  realizzare grandi cose ma voglio “essere” con questo popolo, per questa gente sorella di tutti. Fui chiamata a condividere la mia vita, la mia fede: ciò che è più importante è poter dare testimonianza di una vita donata a Dio attraverso il servizio ai fratelli e sorelle più bisognosi. Non ha importanza che  le loro condizioni di vita, le loro tradizioni religiose, i loro costumi siano diversi da quelli che ho ricevuto dai miei genitori e nella Chiesa.

 AVVENTURA MISSIONARIA

 Guardando la vita dei Santi specialmente di San Francesco Saverio e di Santa Terezina del Bambino Gesù, patrona delle missioni, esperimento in animo, coraggio e entusiasmo. La vita dei Sacerdoti e Suore missionarie che dettero la vita per la missione mi mette davanti a una grande avventura missionaria. Non mi lascia nel quietismo, indifferente all’appello di tante persone che soffrono per non aver avuto ancora la grazia di conoscere la Buona Nuova di Gesù. Penso tra me: se tanti missionari e missionarie del passato e del presente ebbero il coraggio di lasciare tutto e partire rimanendo fedeli alla missione, alcuni dando anche la propria vita, spargendo il loro sangue per questa causa, posso anch’io fare la stessa cosa. “Nessuno può togliere un sogno quando questo viene da Dio”. La missione è il mio sogno, perché noi Missionarie dell’Immacolata abbiamo come carisma la missione oltre Frontiere. Se Dio chiama per partire…lasciamo tutto e andiamo dove Dio ci manda. Tutta la nostra formazione è motivata da questo. Sono grata per l’esempio di tanti missionari e missionarie, per la loro vita di donazione, di fede e di coraggio che ebbero di fronte alle sfide della missione.

 PRIMA DI PARTIRE DEFINITIVAMENTE PER IL BANGLADESH

 Mi piacerebbe dire a tante giovani e ragazzi che, sull’esempio dei missionari e missionarie: abbiate il coraggio e la capacità di dire sì alla chiamata che nella sua Provvidenza Dio potrebbe fare nella vostra vita. Mi piacerebbe anche che loro facessero la stessa esperienza che sto facendo di partire…La missione di partire non spetta solo a me. Sto partendo come Congregazione, come gente della mia parrocchia di Antonio Gonçalves e come Chiesa del Brasile. Perciò tutti noi battezzati siamo missionari e ciascuno ha una missione nella Chiesa: basta che ciascuno scopra quale è la sua missione nella comunità, nella parrocchia, e nel posto dove sta. Sto partendo con un unico desiderio: amare senza misura la missione e con la mia testimonianza aiutare le persone a conoscere meglio Gesù. La missione della Chiesa è unica: “Rivelare e comunicare l’amore di Dio a tutte le persone, a tutti i popoli, in ciascun luogo della terra”. Come dice la nostra fondatrice, Giuseppina Rodolfi “Quanto maggiori sono le difficoltà, le delusioni, tanto più radiosa sarà la meta quando riusciamo a raggiungerla”. Che Dio mi aiuti con la sua grazia. Conto con l’aiuto e la preghiera di tutti i miei amici e amiche che lascio in Brasile e che credono nel motivo della partenza.

Sr. Marisa Pereira

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