Sr Rosa Sozzi
07/01/2010
Il 27 ottobre scorso abbiamo ricordato il ventesimo anniversario della partenza di sr. Rosa Sozzi per la Casa del Padre. Quando sr. Rosa, che era medico, morì, aveva appena dato vita al Progetto per la lotta alla Lebbra a Khulna, in Bangladesh. Il 19 novembre è stata ricordata a Khulna. Sr. Lorella Pecorini, anch’ella missionaria e medico che presta il suo servizio a Khulna, condivide il suo ricordo di sr. Rosa e racconta la cronaca della giornata.
Ricordo bene quando sr. Rosa fece ritorno in Italia. La incontrai per la prima volta, alla fine del 1988. Avevo appena fatto la mia Prima Professione. Sognavo di unirmi a lei nel lavoro in mezzo ai malati di lebbra, a Khulna. Poi, improvvisamente, la malattia che la portò via in pochi mesi. Aveva solo 48 anni. Nei mesi che precedettero la sua morte, il suo pensiero era costantemente rivolto al futuro del Progetto. Era certa che il signore si sarebbe preso cura di tutto. E questo è ciò che Egli continua a fare. Così, ricordare sr. Rosa diviene, automaticamente un’occasione per ringraziare il signore per lei e per tutto ciò che Egli continua a fare per noi che lavoriamo in questo Progetto.
Con questi sentimenti, il giorno 19 novembre, ci siamo riuniti nell’Ospedale per la celebrazione di una santa Messa in ricordo di sr. Rosa. Insieme alle Sorelle delle due comunità di Khulna, erano presenti, tra gli altri, sr. Samuela Radice, superiora provinciale, sr. Mariassunta Giacomelli, che era superiora delegata quando sr. Rosa diede vita al Progetto e sr. Elena Guglielmelli, già direttrice del Progetto. La Celebrazione è stata presieduta da pd. Romen Boiraghi, vicario generale della Diocesi. Insieme a lui hanno concelebrato altri quattro sacerdoti: un diocesano, pd. Bablu, a quel tempo seminarista, e tre Saveriani, pd. Livio, pd. Antonio e pd. Luigi, che accompagnò sr. Rosa in Italia nel suo ultimo viaggio.
La prima lettura della Messa è stata tratta dalla lettera di s. Paolo ai Filippesi (1,21-26): “Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. Per conto mio, sono convinto che resterò e continuerò a essere d’aiuto a voi tutti...”. Questo brano venne letto quando sr. Rosa, a Milano, ricevette l’Unzione degli Infermi. Ero presente e ricordo che ella commentò questa Parola, chiedendo al Signore la grazia di poter continuare il lavoro appena iniziato. Ho pensato fosse significativo riascoltare queste parole in questo momento. Di fatto, sono certa che sr. Rosa non ha mai abbandonato questo Progetto. Ella si sta ancora prendendo cura di noi, ricordando al Padre che, dato che Lui ha voluto che iniziassimo questo attività, ora deve continuare ad aiutarci!
Dopo la Messa, ci siamo ritrovati per un momento di condivisione. Mukul, il primo assistente sanitario che venne con sr. Rosa da Dhanjuri e Mr. Khan, il nostro Amministratore – anche lui uno dei primissimi collaboratori della Sorella – hanno ricordato gli inizi del Progetto, sottolineando la testimonianza di servizio generoso e umile ricevuta da sr. Rosa. Erano presenti anche alcuni pazienti. Uno di loro ha ricordato il rispetto, l’amore e l’affetto che la Sorella era capace di trasmettere loro. Il Dr. Anwarul Azad, attualmente rappresentante del GFATM (Fondo per la lotta all’AIDS, Tubercolosi e Malaria), ha ricordato nel suo breve discorso gli incontri avuti con sr. Rosa. Ha poi sottolineato l’importante impatto avuto dal nostro Progetto sia nel campo della lotta alla Lebbra come in quello della lotta alla Tubercolosi, nella città di Khulna. Anche le Sorelle su citate hanno ricordato il lavoro fatto da sr. Rosa.
Ancora una volta ringrazio il Signore per il dono che sr. Rosa è stata per la nostra famiglia missionaria. Sono certa che continuerà a prendersi cura di noi dal Paradiso, così che possiamo continuare a far vivere questo Progetto che lei ha sognato e realizzato con amore e generosità.
Dottsa. sr. Lorella Pecorini