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Costruttori di Pace

11/03/2010

“La Pace è frutto di giustizia”. Questo motto della Campagna Quaresimale di Fraternità 2009 è risuonato fortemente nel cuore delle Missionarie dell’Immacolata del centro di Formazione sr. Rita Cavenaghi (Cenfirc). In risposta all’appello del profeta, hanno ideato un progetto di pace con l’intento di promuoverlo insieme ai bambini e adolescenti che frequentano il Centro di Formazione. L’iniziativa ha fatto parte del Progetto e Programma di Formazione Religiosa per bambini e adolescenti del centro: “Vivere in comunità”. Ma a loro richiesta il movimento si è esteso alle strade, alle case e a tre scuole del quartiere.

Dall’idea alla riflessione

In ottobre dello scorso anno, il Cenfirc offri un pranzo di confraternizzazione ai Direttori e Educatori delle tre scuole del quartiere e presentò l’entusiasmo dei suoi adolescenti a rispetto del “Cammino per la Pace”. A partire dalla realtà della comunità che già ha perso molti adolescenti e giovani per la droga, la violenza, la prostituzione e la morte prematura, tutti conclusero che era tempo di darsi le mani e abbracciare la causa della pace.

Capirono che non basta essere coscienti dei tempi difficili in cui viviamo e che i progressi della scienza schiacciano valori umani. Sentirono la necessità di creare una pedagogia di riscatto del senso della vita, della tolleranza, della generosità, del rispetto verso l’altro. Compresero che il male nel cuore dell’altro è il riflesso della propria incapacità di accettarlo così come egli è, oltre ad essere frutto della propria ignoranza. Conclusero che, nella guerra senza vincitori, la conseguenza più pesante è per i giovani e i bambini. E si rimboccarono le maniche.

 Dalla riflessione all’azione

Motivati dall’iniziativa, gli educatori animarono i propri alunni per il progetto nato nel Cenfirc. Si unirono madri e padri. La maratona durò varie settimane e constò di momenti distinti:

-Preparazione e presentazione dei lavori nelle classi, sotto l’orientazione degli educatori.

-Attraverso un gioco trasformato in attività fisica (rope skipping-“saltare la corda), i bambini del Cenfirc mostrarono nelle tre scuole in vari periodi e orari, che è possibile giocare insieme, rispettando reciprocamente le differenze.

-In seguito gruppi di alunni si esibirono con teatri, musiche e temi che trattano di pace, coreografie, “grida di guerra”, preparazione di bandierine, poesie e messaggi. Subito si aggregarono i papà e le mamme e insieme ai loro figli prepararono cartelli con messaggi.

Il Cammino della Pace prosegui con la marcia per la Pace”. Il momento culminante fu al 7 di novembre, un sabato più che festivo.

 Una rara luce di vera comunione

Giunse il giorno che tutti aspettavano. Nel luogo e orario combinati, davanti a una delle scuole, gli insegnanti, le loro classi, bambini piccoli e familiari, iniziarono la camminata con una certa dose di ansia. Ma le cose si svolsero tranquillamente.

Subito dopo una pausa programmata: la preghiera iniziale. Chiedemmo al Signore della Pace di aiutarci ad essere “costruttori della Sua pace” nelle nostre famiglie, nella scuola, nel quartiere, nelle nostre città, nel nostro Paese e nel mondo.

Dopo, la marcia ha acquistato spontaneità. Gruppi di persone entrarono nel corteo che cantava, o gridava slogans per la pace, ora recitava pensieri di Gandhi, di Martin Luther King e di altri costruttori di pace.

Alunni circolavano tra gli spettatori sui marciapiedi, offrendo volantini con i messaggi dei cartelloni preparati da loro per questo scopo. Chi non scese in strada, accompagnava tutto dalle finestre e terrazzi, sventolando fazzoletti bianchi quasi a  dirci “siamo insieme”.

Il momento più alto fu l’incontro con un grande gruppo di alunni e insegnanti provenienti dalla direzione opposta, come due fiumi che confluiscono. Abbracci, applausi, scoppio di mortaretti portarono a termine l’incontro festivo.

 Fine della camminata ma non del progetto

Alla fine davanti a una scuola e poi nel salone furono esibite danze, coreografie,discorsi degli educatori, poesie e canti. Con l’appoggio delle nostre sorelle sono felice di stare a capo del progetto. Tuttavia i meriti per tutta questa maratona sono condivisi con le sorelle, con i direttori, gli educatori, gli alunni, i catechisti, i genitori. L’adesione delle scuole al Progetto fu totale. Superò ogni aspettativa. E valse la pena!

Sr. Giacomina Armici

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