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Sr. Lilian

28/01/2010

Mi piace sempre ricordare l’emozione provata quando per mezzo di una telefonata ho ricevuto la notizia di essere stata destinata alla missione in Africa, esattamente in Cameroun.
Poiché la missione è partire, lasciare il presente per camminare verso un altro futuro, mi preparai. Cominciai con l’imparare la lingua francese per arrivare là dove Dio è già presente.
Ho oltrepassato frontiere non semplicemente geografiche, ma le frontiere del nuovo e dello sconosciuto. Il sogno si è realizzato nell’incontro con un  popolo dello stesso colore, ma di lingua, cultura, costumi e religione diversa. Dall’inizio, il sogno dei miei sogni e del mio grande ideale.
Bibemi, la piccola città dove abito, è nel nord del Cameroun, nella frontiera col Ciad, è terra di immigranti, varie etnie dello stesso continente con lingue, tradizioni e costumi diversi. Osservando la realtà locale, costituita per il 95% da contadini esclusi dal bene comune e sociale si percepisce che tra di loro esistono pregiudizi e invidie che impediscono lo sviluppo reciproco.
In questa realtà si constata anche che: su 1800 alunni solo 200 sono bambine, a malaria è la compagnia quotidiana e miete vittime, in gran parte tra i bambini, l’alcolismo si diffonde tra le donne e l’AIDS esplode continuamente. Viviamo circondati da corruzione silenziosa, ideologia e sistema politico oppressivo.
È una missione Ad Gentes, nella quale il processo di evangelizzazione è lento, e ciò che conta è la testimonianza di vita cristiana e di fede.
A mio riguardo, considerando gli ostacoli reali di ordine culturale, il mio essere straniera, donna, giovane e piccola..., ha il suo prezzo. Sembra una barzelletta, ma non è…il colore e il preconcetto sono visibili, pur essendo necessario chiudere gli occhi e continuare il cammino per fare missione.
Considero tutto questo come una scuola nella quale ci si esercita a una profonda attitudine di ascolto, di dialogo e di accoglienza dell’altro. È necessario accettare la nostra condizione di ospiti. Dobbiamo cercare mezzi per tessere relazioni di amicizia e questo è un esercizio che facciamo quotidianamente.. Dio si incarica del resto.
Vivere quotidianamente il senso di gratuità per la vocazione ricevuta e la missione affidataci e il rispetto per la libertà dell’altro, fa parte della vita e della missione in questa terra.
La parrocchia di Bibemi è una vasta area pastorale, dove facciamo ciò che è possibile, là dove abbiamo accesso.
In genere collaboriamo nella formazione dei catechisti, dei responsabili dei giovani, della formazione essenziale delle donne, nella catechesi in preparazione ai sacramenti, nell’accompagnamento degli agenti che lavorano nel progetto contro l’AIDS. Dedichiamo tempo e energie al Movimento di Azione Cattolica dei fanciulli, movimento forte nella vita della Chiesa locale. Crediamo nella formazione di una coscienza critica, nell’impegno nel sociale in cerca di una vita nuova degna per tutti. Crediamo e lottiamo per un futuro di speranza, di vita semplice capace di costruire un futuro di giustizia, di libertà, di solidarietà, di pace, senza distinzione di classi e etnie, ma di fratelli tra fratelli.
La ricerca di un ideale mai raggiunto è incessante. Cerchiamo quotidianamente di realizzare nella nostra vita personale e comunitaria, tra fratelli e sorelle il comando di Gesù: “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo. Io sarò con voi SEMPRE”” (Mc 16,16).
sr. Lilian Marinho

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